Finalmente Recco, Andrea Brunelli: espressione di sentimento su Gaza
Presidente, colleghi consiglieri,
nelle ultime settimane l’attenzione mediatica e politica si è nuovamente concentrata con maggior attenzione sul drammatico conflitto in Medio Oriente, anche a seguito delle assurde sanzioni statunitensi rivolte a Francesca Albanese, Relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati. Della dottoressa Albanese più di un anno fa lessi il suo libro J’Accuse, una lettura che già allora offriva strumenti chiari per comprendere molto, forse non tutto, di quanto stava accadendo.
Negli ultimi giorni hanno fatto scandalo due eventi offensivi di Israele: l’attacco nel centro di Damasco e nella striscia di Gaza ad una Chiesa cristiana.
Negli ultimi giorni abbiamo sentito dichiarazioni istituzionali di condanna di tutti gli schieramenti politici verso quanto accaduto a Gaza, in particolare sull’attacco che ha colpito la Chiesa della Sacra Famiglia.
Parole importanti, che condivido. Ma per me era già intollerabile, disumano, inammissibile anche prima: quando gli attacchi colpivano ospedali, ambulanze, carovane della Croce Rossa, civili, soprattutto bambini, di qualsiasi religione o provenienza, ancora prima di colpire una Chiesa cristiana.
Ho colleghi e tesisti iraniani e siriani con tutta la famiglia nello stato d’origine e quindi conosco anche con fonte diretta quale sia la situazione attorno ad Israele.
Non entro nel merito del fatto di cronaca di ieri del Premio al ministro Salvini che lo trovo almeno di cattivo gusto, per non dire cosa più pesanti.
Questa espressione di sentimento nasce non da quest’ultimo fatto di cronaca, ma in realtà dall’aver partecipato alla bella serata di domenica scorsa in omaggio a Franco Battiato, che mi/ci ha fatto riflettere anche sul valore della Pace. Durante la serata ci sono stati diversi momenti di riflessione sull’argomento: la foto con Gino Strada accanto a Battiato che era un sostenitore di Emergency, il direttore artistico Privitera che ha definito genocidio quanto sta accadendo o anche il cantautore Brunori Sas e padre Guidalberto Bormolini che hanno pronunciato queste parole relativamente al contesto mondiale:
“Se non va qualcosa, non devi rispondere con un bang, ma con il song. Solo così si può costruire, non distruggere.” Un gioco di parole tra Big Bang e Big Song, che si trasforma in un messaggio di pace.
Come gruppo di Finalmente Recco crediamo che sia auspicabile e necessario realizzare un evento che vada in questa direzione, perché ogni giorno che passa è sempre più fondamentale ad ogni livello anche in una realtà piccola come può essere Recco, ribadire questi concetti. Sull’argomento della Pace avevamo proposta una mozione ad hoc, su cui non entrerò nel merito in questa occasione non essendo oggetto di un’espressione di sentimento, dico solo che proponeva proprio di organizzare un evento, una manifestazione dal forte valore educativo e culturale, che promuova la pace come valore concreto e non retorico, partendo dai più giovani. A prescindere da quel voto che c’è stato per la mozione, credo che si possa collaborare tutti insieme per organizzare tale evento. Ribadisco quindi fin d’ora la nostra disponibilità a collaborare per la realizzazione di questa manifestazione.
Concludo riprendendo una strofa della canzone interpretata da Brunori quella sera:
“Questo paese devastato dal dolore,
Ma non vi danno un po’ di dispiacere,
Quei corpi in terra senza più calore?”
Ecco, a me, sì, pensando a quello che sta avvenendo, sento dispiacere. Forse sempre citando il testo di Povera Patria di Battiato sarà per il “pudore”, o visto che provo dispiacere potrei appartenere, chissà, a quella parte dei governanti che non sono inutili buffoni.